Coldiretti Lombardia News - Coldiretti Lombardia http://www.lombardia.coldiretti.it/ Thu, 16 Nov 2017 18:08:50 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.lombardia.coldiretti.it/ 60 MILANO, LODI, MONZA - DOMENICA 12/11 IL VESCOVO MALVESTITI AL FIANCO DEGLI AGRICOLTORI PER LA GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO Il Vescovo di Lodi al fianco degli agricoltori della Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza per la Giornata del Ringraziamento 2017 che si svolgerà a Lodi in piazza della Vittoria domenica 12 novembre dalle ore 10. Monsignor Malvestiti, alle ore 11 in Duomo, celebrerà la Santa Messa alla quale parteciperanno gli agricoltori con le loro famiglie. "La giornata del Ringraziamento - spiega Alessandro a Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza -  è un momento importante per il mondo agricolo per fare il punto sull'annata agraria appena trascorsa e per rendere grazie dei doni della terra raccolti durante i mesi di lavoro. È anche un momento per ritrovarsi e per riflettere sul ruolo che gli agricoltori svolgono come produttori di cibo e custodi del territorio". Per l'occasione Lodi sarà anche attraversata nelle vie del centro da una sfilata di trattori che partirà alle ore 9.45 da via Haussmann, davanti alla sede della Coldiretti per raggiungere piazza della Vittoria dove si schiereranno di fronte al Duomo, in attesa della benedizione solenne che verrà impartita dal Vescovo dopo la Santa Messa. La piazza sarà animata per tutta la mattina da diverse iniziative come il mercato agricolo dei produttori di Campagna Amica con le specialità del territorio e una rappresentazione storica del lavoro nei campi. http://www.lombardia.coldiretti.it/milano-lodi-monza-domenica-12-11-il-vescovo-malvestiti-al-fianco-degli-agricoltori-per-la-giornata-d.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112052868 Thu, 16 Nov 2017 18:08:50 GMT LOMBARDIA - IL LATTE DI LIVIGNO "PARLA" GIOVANE: 6 STALLE SU 10 GUIDATE AD UNDER 40 Il latte più alto della Lombardia parla giovane. E’ quello della Latteria di Livigno che il 3 novembre prossimo dalle ore 11, sarà protagonista del programma di RaiUno “Buono a Sapersi”, condotto da Elisa Isoardi. A conferire il frutto degli allevamenti di montagna alla latteria situata a 1.811 metri sul livello del mare, infatti – spiega la Coldiretti di Sondrio - sono ben 15 stalle guidate da imprenditori under 40 sulle 25 totali presenti sul territorio, pari al 60% del totale. “È anche grazie all’impegno, al lavoro, alla dedizione e alle competenze agricole di questi giovani imprenditori che oggi, la Latteria di Livigno, che è stata fondata nel 1954, può essere considerata a tutti gli effetti come un valore aggiunto e fiore all’occhiello del turismo e dell’occupazione locale - spiega il presidente della Coldiretti provinciale, Alberto Marsetti - l’agricoltura eroica, quella fatta in alta montagna, può essere un’ulteriore attrazione per i turisti, capace di creare un circolo virtuoso tra la degustazione dei prodotti tipici e la scoperta dei luoghi simbolo di queste montagne e queste valli”.   La Latteria di Livigno lavora ogni anno due milioni di litri di latte - prosegue la Coldiretti - il 90% circa è venduto sul territorio, non solo come latte, ma anche come bevande energetico dissetanti naturali ricavate dal siero di latte, come formaggi freschi, formaggi da taglio, yogurt, gelati artigianali e burro. Nello specifico, il 23% del prodotto arriva direttamente al consumatore tramite un punto vendita interno all’azienda, mentre il restante 70% è diffuso tramite una rete virtuosa composta da albergatori, ristoratori, negozi e cooperativa di consumo. E’ un latte del territorio per il territorio. “La strada che abbiamo deciso di intraprendere, assieme alla mia giunta - afferma Marco Silvestri, 35 anni, presidente Latteria di Livigno -  è volta a consegnare al consumatore un latte prodotto da una filiera interamente locale: dal pascolo alla tavola. Stiamo lavorando in questa direzione per ottenere un prodotto al 100% a Livigno, dalla produzione di fieno alla confettura finale, che possa donare un’ulteriore valore aggiunto all’importante lavoro dei nostri allevatori e a tutto il Made in Italy”.   http://www.lombardia.coldiretti.it/lombardia-il-latte-di-livigno-parla-giovane-6-stalle-su-10-guidate-ad-under-40.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112052824 Thu, 16 Nov 2017 18:06:46 GMT LOMBARDIA - INCENDI, ORE 10 FUGA DALL'INFERNO DI FUOCO: EVACUATA UNA STALLA, 50 ALVEARI A RISCHIO Ore 10, fuga dall’inferno di fuoco. “Già ieri sera - racconta alla Coldiretti Lombardia Abramo Villa, 34 anni, allevatore con 163 ettari di pascolo nel comune di Sormano, nel Comasco - ho spostato i miei animali lontani dalle fiamme: sono stato con loro tutta la notte, per curarli. Questa mattina, invece, la situazione è diventata più pericolosa, visto che i roghi sono arrivati a bruciare fin dentro il pascolo. Così, questa mattina alle 10 siamo scappati via per portare di corsa gli animali in una zona più sicura. Ma il fuoco avanza”. La stalla dove Villa ha sfollato gli animali - spiega Coldiretti - si trova ad appena 800 metri in linea d’aria dal fronte dell’incendio. All’interno della stalla, oltre ai 160 fra capre e pecore e 10 asini, ci sono anche 40 buoi.   In provincia di Varese, invece, dove gli incendi stanno divorando il parco del Campo dei Fiori - spiega la Coldiretti Lombardia – è allarme per la salvezza di un milione di api: infatti ci sono 50 alveari minacciati dalle fiamme e si trovano nei boschi sopra Barasso, a circa 500 metri dal fuoco. “Questa mattina alle 6 - spiega alla Coldiretti Riccardo Gamberoni apicoltore di 35 anni di Comerio - sono corso a ispezionare il fronte del fuoco, visto che lambisce l’area con le arnie”. Tre strade libere da tronchi e cespugli costituiscono una prima frontiera contro le fiamme, ma Gamberoni ha creato anche una fascia di sicurezza ulteriore ripulendo da foglie e sterpaglie il bosco attorno agli alveari. “Ma – spiega - se la situazione dovesse peggiorare sarò costretto ad evacuare le mie api”.   Intanto nell’ultimo anno sono raddoppiati i boschi bruciati dagli incendi sulle montagne lombarde. E’ quanto stima la Coldiretti regionale rispetto ai roghi che stanno devastando le province di Varese, Como, Lecco, Brescia e Sondrio. Il fronte del fuoco si è allargato di oltre il 100% passando dai 200 ettari arsi nel 2016 ai 450 ettari attuali. Già nel 2015 – spiega un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati Ersaf - sono stati registrati 225 incendi, con un significativo aumento sull’anno precedente (+132) e sulla media del decennio (169 all’anno). In 1 caso su 2 è colpa dell’uomo: nel 44% si tratta di eventi dolosi e nel 7% involontari, mentre il 48% ha cause dubbie, solo l’1% è riconducibile a cause naturali.   In Lombardia – spiega la Coldiretti– sono oltre 625mila gli ettari coperti da foreste e rappresentano un quarto dell’intera superficie regionale. Il 79% dei boschi è concentrato in aree montane, il 13% in collina e il resto in pianura e le oltre 280 aziende attive nella filiera legno-bosco danno lavoro a quasi mille persone. “Gli agricoltori – afferma Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – svolgono un’opera fondamentale di presidio e tutela della montagna, degli alpeggi e dei boschi. I boschi sono un patrimonio che va ben gestito e tutelato, sia contro gli incendi che contro l’abbandono che è la prima condizione che favorisce i roghi”. http://www.lombardia.coldiretti.it/lombardia-incendi-ore-10-fuga-dall-inferno-di-fuoco-evacuata-una-stalla-50-alveari-a-rischio.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112052760 Thu, 16 Nov 2017 18:03:48 GMT LOMBARDIA - INCENDI, +100% BOSCHI BRUCIATI. COLDIRETTI: 15 ANNI PER SANARE FERITE In un anno sono raddoppiati i boschi bruciati dagli incendi sulle montagne lombarde. E’ quanto stima la Coldiretti regionale rispetto ai roghi che stanno devastando le province di Varese, Como, Lecco e Sondrio. Il fronte del fuoco si è allargato di oltre il 100% in un anno passando dai 200 ettari arsi nel 2016 ai 450 ettari attuali. Già nel 2015 – spiega un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati Ersaf - sono stati registrati 225 incendi, con un significativo aumento sull’anno precedente (+132) e sulla media del decennio (169 all’anno). In 1 caso su 2 è colpa dell’uomo: nel 44% si tratta di eventi dolosi e nel 7% involontari, mentre il 48% ha cause dubbie, solo l’1% è riconducibile a cause naturali.   Una volta superata l’emergenza – stima Coldiretti - ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Nelle foreste andate a fuoco – precisa la Coldiretti – saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati.   In Lombardia – spiega la Coldiretti– sono oltre 625mila gli ettari coperti da foreste e rappresentano un quarto dell’intera superficie regionale. Il 79% dei boschi è concentrato in aree montane, il 13% in collina e il resto in pianura e le oltre 280 aziende attive nella filiera legno-bosco danno lavoro a quasi mille persone. “Gli agricoltori – afferma Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – svolgono un’opera fondamentale di presidio e tutela della montagna, degli alpeggi e dei boschi. I boschi sono un patrimonio che va ben gestito e tutelato, sia contro gli incendi che contro l’abbandono che è la prima condizione che favorisce i roghi”.    http://www.lombardia.coldiretti.it/lombardia-incendi-100-boschi-bruciati-coldiretti-15-anni-per-sanare-ferite.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112052662 Thu, 16 Nov 2017 17:59:25 GMT CREMONA - ZUCCA DAY IN PIAZZA STRADIVARI Con la presentazione della strepitosa galleria “La zucca di Cenerentola” (che raccoglie, tra le altre, una zucca gigante di 371 kg, ideale per ricavarne la carrozza che porterà al ballo la romantica principessa), in piazza Stradivari a Cremona, al Mercato di Campagna Amica degli agricoltori di Coldiretti, ha preso ufficialmente il via lo “Zucca day”, giornata dedicata ad un prodotto buono e versatile, sempre più presente nelle campagne lombarde (basti dire che, nell’ultimo decennio, la  Lombardia è passata da meno di 260 a più di 700 ettari coltivati). La giornata, tutta nel segno delle eccellenze Made in Italy, si è aperta già dalle ore 8, portando nel salotto della città tutti i sapori dell’agricoltura lombarda (salumi, formaggi, ortofrutta, pane e prodotti da forno, riso, pasta, vino, prodotti bufalini e caprini, miele…e altro ancora) e con la graditissima presenza di due aziende giunte dalle Marche, nuovamente accolte a Cremona con le loro eccellenze salvate dal terremoto (ci sono formaggi, legumi, cereali e il dolcissimo vino di visciole).   L’avvio è stato nel segno della musica, con l’esibizione del Complesso bandistico Città di Cremona. Grande emozione e tanti applausi, fra i numerosissimi presenti in piazza, per l’esecuzione dell’Inno Nazionale.   Tempo permettendo (spira un vento decisamente ‘impegnativo’), si prosegue fino alle 19 all’insegna dello “Zucca day”, con i giochi proposti ai bambini, il laboratorio “colora la zucca di Halloween”, le degustazioni gratuitamente offerte dalle aziende della Coldiretti, e l’atteso show cooking previsto nel pomeriggio, con la presenza di una agri-chef che mostrerà come valorizzare a tavola la zucca, uno dei prodotti più versatili della cucina italiana, che può ‘riempire’ un intero menu, dai piatti salati ai dolci.    Intanto, è partita la corsa all’acquisto delle zucche, destinate alla padella oppure all’intaglio, per realizzare il caratteristico simbolo delle streghe. Una crescente passione, quella per l'ortaggio più grande del mondo, diffusa in tutta Italia – evidenzia Coldiretti Cremona – con una produzione nazionale in forte crescita, arrivata a circa 40 milioni di chili all’anno. Si tratta per la quasi totalità di prodotti destinati al consumo alimentare anche se cresce la coltivazione di varietà di zucche a scopi ornamentali o da “competizione” con esemplari che possono arrivare anche a 400 chili di peso.   Regina indiscussa delle tavole invernali nella versione dei famosi tortelli, la zucca – afferma la Coldiretti – può essere utilizzata sia per le preparazioni salate che per quelle dolci, ma anche abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. Nel corso del tempo si sono differenziate principalmente due tipologie di utilizzo, una relativa alla preparazione di tortelli, gnocchi, dolci e pane, l’altra come ingrediente di minestre e minestroni. Nel primo caso le varietà più adatte presentano polpa molto soda, asciutta e dolce; per gli altri utilizzi vanno bene anche zucche meno dolci.   L’altra categoria di zucca che si sta affermando in Italia – ricorda ancora Coldiretti – è quella ornamentale: si tratta di zucche di ogni tipo, che si differenziano per le dimensioni (di piccola taglia oppure enormi) per la forma (allungate a forma di tubo, a trombetta, a cappello, schiacciate, a spirale, tonde), per la buccia (rugosa, bitorzoluta, costoluta, liscia) e per il colore (di ogni tonalità, dal verde al rosso accesso, passando per zucche striate).   Ma è indubbio che l’affermarsi della notte delle streghe abbia aperto il nuovo “mercato” delle zucche intagliate con le quali si cimenta un numero crescente di italiani. “Nelle settimane che precedono la festa di Halloween, in effetti, aumentano nettamente le richieste della tipica zucca arancione, destinata ad essere intagliata. Dal canto nostro, abbiamo aumentato questa produzione proprio per rispondere alla crescente richiesta dei cittadini” spiega Alberto Soragni, produttore di Costa Sant’Abramo, autore della ‘galleria’ che oggi si può ammirare in piazza Stradivari.   Per intagliare un’autentica zucca di halloween  occorre innanzitutto scegliere una bella zucca dal peso compreso tra i cinque e i dieci chili, rotonda e senza imperfezioni perché, più liscia è la superficie, più facile è intagliarla – spiega Coldiretti Cremona –. Con uno scalpello a forma di V poi bisogna tracciare le linee sul volto della zucca e con un coltello da cucina ben affilato e non troppo flessibile occorre scavare per intagliare i tratti del “volto” in modo da ricavare dei fori da dove fuoriesca la luce. Per inserire al suo interno una candela accesa è sufficiente scavare un buco sul fondo della zucca per ricavare una via d’entrata senza rovinare la propria “opera d’arte”.   http://www.lombardia.coldiretti.it/cremona-zucca-day-in-piazza-stradivari.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112052590 Thu, 16 Nov 2017 17:55:27 GMT PAVIA - TERRE D'OLTREPO', ELETTO NUOVO CONSIGLIO. COLDIRETTI: AVANTI SU STRADA TRASPARENZA «Complimenti ad Andrea Giorgi e a tutta la sua squadra: questo grande successo è il risultato della forza di un intero territorio che ha deciso con risolutezza di continuare sulla strada della trasparenza, della correttezza e della costruzione di un’azienda in espansione iniziata un anno e mezzo fa». Così Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia, commenta l’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione di Terre d'Oltrepò, la più grande cooperativa vitivinicola della Lombardia con circa 800 soci. Nelle elezioni che si sono svolte giovedì 26 ottobre 2017 si è imposta nettamente la lista composta da Andrea Giorgi, Andrea Barbieri, Marco Forlino, Angela Ivaldi, Dante Pattini, Davide Musselli, Carlo Angelo Ferrari, Luigi Cagnoni, Giorgio Ferrari e Giorgio Bevilacqua.   «Come Coldiretti abbiamo deciso di proseguire sulla strada della trasparenza totale e del dialogo aperto con i nostri soci – continua Wilma Pirola – Per questo abbiamo promosso riunioni sull’intero territorio oltrepadano, incontrando tra le zone di Casteggio, Broni e Santa Maria della Versa circa 300 soci». «Abbiamo ascoltato soltanto le loro voci, senza farci condizionare da alcuna influenza esterna – dice Rodolfo Mazzucotelli, direttore di Coldiretti Pavia – e stando come sempre al fianco dei tanti imprenditori agricoli che si sono impegnati per la giusta valorizzazione dell’Oltrepò Pavese e dei suoi vini. Con queste elezioni si ribadisce con forza la strada del rilancio della Cantina e di tutto il territorio, per restituire reddito alle aziende agricole e valore alle uve proseguendo nella ricerca di nuovi mercati e nel passaggio progressivo dal vino sfuso a quello in bottiglia».   Con i suoi 13.500 ettari coltivati a vite e circa 2.000 aziende vitivinicole – spiega Coldiretti Pavia – l’Oltrepò Pavese è la terza denominazione italiana per superficie vitata e la prima per il Pinot Nero. Nel 2016 la produzione totale di uva è stata di 1.232.270 quintali, mentre quella di vino ha superato gli 865mila ettolitri.    http://www.lombardia.coldiretti.it/pavia-terre-d-oltrepo-eletto-nuovo-consiglio-coldiretti-avanti-su-strada-trasparenza.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112051430 Thu, 16 Nov 2017 17:08:01 GMT CREMONA - DOMENICA FESTA DELLA ZUCCA AL MERCATO CAMPAGNA AMICA IN PIAZZA STRADIVARI In piazza Stradivari è tempo di vivere la “grande festa della zucca”. Ci sarà la spettacolare esposizione “La zucca di Cenerentola” (una galleria di zucche di varie forme e colori, dalle commestibili alle ornamentali, dalle piccole alle giganti) e ci saranno le degustazioni gratuite dedicate alla versatilità e bontà del prodotto di stagione, garantito dagli agricoltori di Coldiretti. Non mancheranno i consigli degli agrichef su come valorizzare la zucca in cucina, nel segno della tradizione contadina. Ci saranno anche giochi e laboratori dedicati ai più piccoli (con una concessione alla tradizione anglosassone, i bambini potranno decorare la loro zucca di Halloween). Il tutto, domenica 29 ottobre, dalle ore 8 alle 19, nel salotto di Cremona, per l’uscita straordinaria del Mercato di Campagna Amica, che rende omaggio a tutte le eccellenze dell’agricoltura italiana, con una particolare attenzione al prodotto di stagione. Sarà una domenica speciale per vari aspetti. “Con gioia accogliamo nuovamente a Cremona, in piazza Stradivari, gli amici agricoltori delle Marche. Si tratta di una piccola rappresentanza di aziende colpite dal terremoto, che saranno al mercato portando le eccellenze della loro terra – spiegano gli agricoltori di Coldiretti Cremona –. L’iniziativa vuole dare un ulteriore aiuto ad alcune giovani aziende agricole, che stanno con coraggio e fiducia ricostruendo il loro futuro. Nel contempo, rispondiamo così alle tante richieste che ci sono giunte dai cittadini cremonesi, che ci hanno fortemente spronati ad invitare nuovamente questi amici, che già la nostra città aveva accolto con generosità lo scorso anno, nelle settimane successive al terremoto”. La domenica in piazza Stradivari si pone all’interno del progetto ‘Le quattro stagioni di Cremona’, con il patrocinio del Comune. Per i produttori di zucche, questa giornata saluta – con un gran finale – una stagione di “feste e festival” (che hanno visto Campagna Amica sempre più presente sul territorio, da Casalmaggiore a Crema) dedicati alla coltivazione della zucca, sempre più presente nella nostra regione (nell’ultimo decennio la  Lombardia è passata da meno di 260 a più di 700 ettari coltivati), apprezzata per bontà e versatilità (la zucca può essere utilizzata sia per le preparazioni salate che per quelle dolci, ma anche abbinata a pasta, carne, formaggi, torte).  In terra cremonese, dove annualmente si raccolgono oltre un milione di zucche, le varietà più diffuse sono la Delica (piccola e verde), la Bertina (grigia, e più grande), l’Americana (gialla, abbastanza tonda, con coste molto evidenti) e la Violina (allungata, a fiaschetto, ricorda un violino e non potrà che “sentirsi a casa”…domenica, nella piazza dedicata al grandissimo Antonio Stradivari). http://www.lombardia.coldiretti.it/cremona-domenica-festa-della-zucca-al-mercato-campagna-amica-in-piazza-stradivari.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112051256 Thu, 16 Nov 2017 17:03:48 GMT LOMBARDIA - CLIMA, IL PO SCENDE SOTTO I 3 METRI: IL DATO PEGGIORE DEGLI ULTIMI 8 ANNI E’ il dato peggiore degli ultimi 8 anni. La carenza di piogge e le alte temperature – afferma la Coldiretti Lombardia - stanno mettendo a dura prova il Po che al Ponte della Becca a Pavia è ormai sceso di 3 metri sotto lo zero idrografico. Si tratta – spiega un’analisi della Coldiretti regionale su dati Aipo – del dato peggiore mai registrato in questi giorni negli ultimi 8 anni: infatti nel 2010 era a -1,85 metri, nel 2011 è sceso a -2,53, nel 2012 è risalito a -2,44, quindi ha guadagnato ancora un po’ di livello con -1,56 metri. Ma da allora non si è più ripreso: è tornato sotto i due metri nel 2014 (-2,42), nel 2015 (-2,11), nel 2016 (-2,68) e adesso è finito a -3,07. “I cambiamenti climatici – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – sono sotto gli occhi di tutti: a partire dalla carenza di piogge che anche a ottobre ha fatto registrare il 95% di precipitazioni in meno rispetto alla media storica. Per non parlare di come sono andate la primavera e l’estate, fra gelate tardive, grandine e siccità. La Lombardia ha provato a resistere in qualche modo grazie alla rete dei consorzi di bonifica, anche razionando la distribuzione dell’acqua ai campi. Ma non possiamo vivere ogni anno in emergenza”.   Per questo Coldiretti regionale ha chiesto che venga studiata la mappa delle cave dismesse per valutare quelle più adatte, dal punto di vista geologico, idrografico e ambientale, a stoccare riserve idriche da usare nei periodi di maggiore richiesta. Anche organizzando solo il 10% di tutti i poli estrattivi dismessi si potrebbe avere – stima Coldiretti Lombardia - una riserva di 90 milioni di metri cubi di acqua, una misura pari alla metà di tutto il Lago di Como oppure a quasi una volta e mezzo quello di Iseo. In Lombardia i siti non più in produzione sono poco meno di tremila: la provincia con il maggior numero di cave dismesse è Pavia con 952 siti, segue Mantova con 598, Milano con 403, Brescia con 269, Bergamo con 158, Sondrio con 141, Cremona con 129, Varese con 108, Lodi con 89, Lecco con 42 e infine Monza e Como con una a testa.   Il clima – spiega la Coldiretti regionale – sta diventando un elemento strategico dell’economia, tanto che solo in Italia i danni causati all’agricoltura dal clima impazzito ammontano a oltre 14 miliardi di euro negli ultimi 10 anni. Mentre – secondo una ricerca della Camera di Commercio di Milano Monza e Brianza - sono 240 mila in Lombardia, con oltre 600 mila addetti, le imprese che operano in settori che risentono dei cambiamenti climatici, tra edilizia, agricoltura, energia, turismo e assicurazioni. Rappresentano il 13% delle imprese a livello nazionale e il 17% degli addetti, con un fatturato di 114 miliardi di euro all’anno. http://www.lombardia.coldiretti.it/lombardia-clima-il-po-scende-sotto-i-3-metri-il-dato-peggiore-degli-ultimi-8-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112051188 Thu, 16 Nov 2017 17:01:21 GMT MILANO, LODI, MONZA - HALLOWEEN, ZUCCHE A QUOTA 400 MILA: BOOM DEI TERRENI TRA MILANO E LODI Cresce la coltivazione della zucca fra Milano, Lodi e Monza Brianza, con una produzione stimata nelle tre province che sfiora i 400 mila pezzi totali. Dal 2006 a oggi, infatti, si è passati dai circa 7 ettari coltivati agli attuali 32,54. È quanto emerge da un'analisi della Coldiretti interprovinciale in occasione di Halloween, la festa di tradizione anglosassone che si sta diffondendo sempre di più in Italia. Dieci anni fa - precisa la Coldiretti - in provincia di Lodi la zucca praticamente non esisteva, mentre oggi si contano 16,49 ettari coltivati per una produzione complessiva stimata per il 2017 in quasi 200 mila pezzi. Nelle province di Milano e Monza Brianza, invece, siamo passati da 6,82 ettari coltivati nel 2006 ai 16,05 ettari attuali: in particolare, quest'anno nel Milanese la produzione si attesta sui 180 mila pezzi per 15,25 ettari coltivati, mentre in Brianza vengono prodotte poco più di 9 mila zucche su quasi un ettaro di terreno. "Ho iniziato a produrre zucche circa due anni fa - racconta Simone Fornaroli, agricoltore di Graffignana (Lodi) - sia per incrementare il reddito aziendale, sia per rispondere alla richieste del mercato. I consumatori ricercano un prodotto di dimensioni non eccessive, con la polpa soda e che si mantenga in casa anche per qualche settimana. Attualmente coltivo la zucca piacentina su circa 4 ettari di terreno, ma non escludo in futuro di aumentare seppur di poco la superficie". Negli ultimi dieci anni - spiega la Coldiretti - la Lombardia è passata da meno di 260 ettari coltivati a zucca a più di 700 ettari nel 2017. La prima provincia produttrice è Mantova con quasi 5 milioni di pezzi prodotti nel 2017, seguita da Pavia con oltre un milione e mezzo di pezzi e Cremona con poco più di un milione di zucche. Al dettaglio - spiega la Coldiretti- il prezzo oscilla fra 1 e 2 euro al chilo, mentre ai produttori vengono pagati fra 30 e 60 centesimi al chilo. "C'è sempre più interesse per le zucche ornamentali - racconta Walter Brunini, che a Magnago (Milano) su 4 ettari coltiva zucche di diverse varietà - Negli ultimi anni, poi, sono aumentate le richieste per le zucche di Halloween, che per intenderci sono quelle grandi dal tipico colore arancione". Per intagliare un'autentica zucca di Halloween - suggerisce la Coldiretti - occorre innanzitutto sceglierne dal peso compreso tra i cinque e i dieci chili, rotonda e senza imperfezioni. Con uno scalpello poi bisogna tracciare le linee sul volto della zucca e con un coltello da cucina ben affilato e non troppo flessibile occorre intagliare i tratti del "volto". Per inserire all'interno una candela accesa è sufficiente scavare un buco sul fondo della zucca per ricavare una via d'entrata. Per conservare l'opera - continua la Coldiretti - una volta alla settimana bisogna lasciarla in un luogo fresco e passare sulla parte esterna un po' di olio vegetale con un panno morbido e lasciarla in un luogo fresco e asciutto. Tra quelle da mangiare le più diffuse in Lombardia sono: la Delica (piccola e verde), la Bertina (grigia, e più grande), l'Americana (gialla, abbastanza tonda, con coste molto evidenti), e la Violina (allungata, a fiaschetto, ricorda un violino). La zucca è uno dei prodotti più versatili della cucina italiana e può essere utilizzata sia per le preparazioni salate che per quelle dolci ma anche abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. Ma c'è anche chi le usa per fare la birra. http://www.lombardia.coldiretti.it/milano-lodi-monza-halloween-zucche-a-quota-400-mila-boom-dei-terreni-tra-milano-e-lodi.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112051141 Thu, 16 Nov 2017 16:58:58 GMT LOMBARDIA - HALLOWEEN CON 10 MILIONI DI ZUCCHE: MANTOVA REGINA, LECCO "CENERENTOLA" Mantova è la regina lombarda delle zucche con quasi 5 milioni di pezzi prodotti nel 2017 su un totale di 10 milioni a livello regionale, mentre la “cenerentola” della situazione è Lecco con 1.700 frutti. E’ quanto emerge da una stima di Coldiretti Lombardia alla vigilia di Halloween, la festa di tradizione anglosassone che si sta diffondendo sempre di più in Italia. “Negli ultimi dieci anni – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti regionale - la Lombardia è passata da meno di 260 a più di 700 ettari coltivati. E’ un prodotto molto versatile, usato sia in cucina che per le decorazioni”.   In Lombardia al secondo posto per numero di zucche raccolte – stima la Coldiretti regionale – c’è Pavia con oltre un milione e mezzo di pezzi, mentre a seguire troviamo Cremona con poco più di un milione di zucche, Brescia con oltre 460 mila, Lodi con quasi 200 mila, Milano con 180 mila, Varese con 33 mila, Bergamo con quasi 24 mila, Como con 23 mila pezzi, Monza con oltre 9mila, Sondrio con 7.500 circa e Lecco con poco più di 1.700. La raccolta in campo avviene da metà agosto a metà settembre, a seconda delle varietà. Al dettaglio – spiega la Coldiretti Lombardia – il prezzo oscilla fra 1 e 2 euro al chilo, mentre ai produttori vengono pagati fra 30 e 60 centesimi al chilo.   Per le zucche ornamentali si va dalle giganti alle piccoline con varie forme, tonde o a trombetta, in vari colori. “Soprattutto nella settimana che precede Halloween - spiega Alberto Soragni, produttore di zucche e vari ortaggi a Castelverde, in località Costa Sant’Abramo, provincia di Cremona -  vanno molto quelle grandi, arancioni, da intagliare”.  Una richiesta confermata anche da Lorenzo Calciolari, 50 anni, agricoltore di Quistello (Mantova), frazione San Rocco: “Le zucche di Halloween le cercano soprattutto per fare contenti i bambini”. Per intagliare un’autentica zucca di Halloween – suggerisce la Coldiretti – occorre scegliere una bella zucca dal peso compreso tra i cinque e i dieci chili, rotonda e senza imperfezioni perché, più liscia è la superficie, più facile è intagliarla. Con uno scalpello “a taglio” poi bisogna tracciare le linee sul volto della zucca e con un coltello da cucina ben affilato e non troppo flessibile occorre scavare per ricavare i tratti del “volto” in modo da creare dei fori per la luce. Per inserire all’interno una candela accesa è sufficiente scavare un buco di accesso sul fondo della zucca. Per conservare al meglio la zucca scolpita, basta lasciarla in un luogo fresco e asciutto e passare un po’ di olio vegetale con un panno morbido una volta alla settimana.   Tra le zucche da mangiare le più diffuse sono la Delica (piccola e verde), la Bertina (grigia, e più grande), l’Americana (gialla, abbastanza tonda, con coste molto evidenti), e la Violina (allungata, a fiaschetto, ricorda un violino). La zucca è uno dei prodotti più versatili della cucina italiana e può essere utilizzata sia per le preparazioni salate che per quelle dolci ma anche abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. Nel Mantovano c’è chi la usa per fare la birra. http://www.lombardia.coldiretti.it/lombardia-halloween-con-10-milioni-di-zucche-mantova-regina-lecco-cenerentola-.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112051071 Thu, 16 Nov 2017 16:56:00 GMT LOMBARDIA - HALLOWEEN CON 10 MILIONI DI ZUCCHE: MANTOVA REGINA, LECCO CENERENTOLA Mantova è la regina lombarda delle zucche con quasi 5 milioni di pezzi prodotti nel 2017 su un totale di 10 milioni a livello regionale, mentre la “cenerentola” della situazione è Lecco con 1.700 frutti. E’ quanto emerge da una stima di Coldiretti Lombardia alla vigilia di Halloween, la festa di tradizione anglosassone che si sta diffondendo sempre di più in Italia. “Negli ultimi dieci anni – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti regionale - la Lombardia è passata da meno di 260 a più di 700 ettari coltivati. E’ un prodotto molto versatile, usato sia in cucina che per le decorazioni”.   In Lombardia al secondo posto per numero di zucche raccolte – stima la Coldiretti regionale – c’è Pavia con oltre un milione e mezzo di pezzi, mentre a seguire troviamo Cremona con poco più di un milione di zucche, Brescia con oltre 460 mila, Lodi con quasi 200 mila, Milano con 180 mila, Varese con 33 mila, Bergamo con quasi 24 mila, Como con 23 mila pezzi, Monza con oltre 9mila, Sondrio con 7.500 circa e Lecco con poco più di 1.700. La raccolta in campo avviene da metà agosto a metà settembre, a seconda delle varietà. Al dettaglio – spiega la Coldiretti Lombardia – il prezzo oscilla fra 1 e 2 euro al chilo, mentre ai produttori vengono pagati fra 30 e 60 centesimi al chilo.   Per le zucche ornamentali si va dalle giganti alle piccoline con varie forme, tonde o a trombetta, in vari colori. “Soprattutto nella settimana che precede Halloween - spiega Alberto Soragni, produttore di zucche e vari ortaggi a Castelverde, in località Costa Sant’Abramo, provincia di Cremona -  vanno molto quelle grandi, arancioni, da intagliare”.  Una richiesta confermata anche da Lorenzo Calciolari, 50 anni, agricoltore di Quistello (Mantova), frazione San Rocco: “Le zucche di Halloween le cercano soprattutto per fare contenti i bambini”. Per intagliare un’autentica zucca di Halloween – suggerisce la Coldiretti – occorre scegliere una bella zucca dal peso compreso tra i cinque e i dieci chili, rotonda e senza imperfezioni perché, più liscia è la superficie, più facile è intagliarla. Con uno scalpello “a taglio” poi bisogna tracciare le linee sul volto della zucca e con un coltello da cucina ben affilato e non troppo flessibile occorre scavare per ricavare i tratti del “volto” in modo da creare dei fori per la luce. Per inserire all’interno una candela accesa è sufficiente scavare un buco di accesso sul fondo della zucca. Per conservare al meglio la zucca scolpita, basta lasciarla in un luogo fresco e asciutto e passare un po’ di olio vegetale con un panno morbido una volta alla settimana.   Tra le zucche da mangiare le più diffuse sono la Delica (piccola e verde), la Bertina (grigia, e più grande), l’Americana (gialla, abbastanza tonda, con coste molto evidenti), e la Violina (allungata, a fiaschetto, ricorda un violino). La zucca è uno dei prodotti più versatili della cucina italiana e può essere utilizzata sia per le preparazioni salate che per quelle dolci ma anche abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. Nel Mantovano c’è chi la usa per fare la birra. http://www.lombardia.coldiretti.it/lombardia-halloween-con-10-milioni-di-zucche-mantova-regina-lecco-cenerentola.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112049380 Thu, 16 Nov 2017 15:47:24 GMT MANTOVA - FIERA DEI MORTI DI ASOLA, CON COLDIRETTI PRODOTTI A "KM ZERO" E FOCUS SULL'ALIMENTAZIONE Frutta e verdura di stagione, marmellate e mostarde tradizionali e innovative, cosmetici a base di erbe officinali: sono soltanto alcuni dei prodotti che sarà possibile acquistare al Mercato di Campagna Amica che si svolgerà martedì 31 ottobre e mercoledì 1° novembre dalle 9 alle 19 in Piazza XX Settembre ad Asola in occasione dell’Antica Fiera dei Morti. Sono dodici le aziende del circuito di Campagna Amica che porteranno ad Asola le loro specialità, contribuendo ad animare una delle piazze fulcro della due giorni.    Coldiretti, insieme con il Comune di Asola e con la sezione locale dell’Avis, è, inoltre, tra gli organizzatori del convegno “Alimentazione è benessere: stili di vita e scelte consapevoli”, che si svolgerà martedì 31 ottobre (alle 20.30) nella Sala dei Dieci del Municipio. Interverranno Omar Scomodon, nutrizionista, che parlerà di “Alimentazione e benessere psicofisico della persona”, il dottor Matteo Zani, medico, che si concentrerà sulla “Salute del donatore Avis: corretti stili di vita e scelte alimentari”, e Valeria Vinciguerra, responsabile Campagna Amica di Coldiretti Mantova, che affronterà il tema della “Filiera agricola italiana: trasparenza in etichetta e contraffazione dei prodotti”. Al termine degli interventi,  tre imprenditori agricoli del territorio porteranno la loro esperienza all’interno di tre filiere produttive: Luca Beffa, allevatore di tacchini da carne, Andrea Zanotti, produttore di ortaggi, e Valentino Tanadini, allevatore di bovini da carne. Seguirà un agri-buffet.   http://www.lombardia.coldiretti.it/mantova-fiera-dei-morti-di-asola-con-coldiretti-prodotti-a-km-zero-e-focus-sull-alimentazione.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112048866 Thu, 16 Nov 2017 15:35:24 GMT CREMONA - AGRICOLTURA, CORDOGLIO COLDIRETTI PER LA SCOMPARSA DI GAETANO VARANO Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, la Giunta confederale e i dipendenti tutti dell’Organizzazione esprimono la più commossa e affettuosa partecipazione al dolore dei congiunti e degli amici per la scomparsa di Gaetano Varano, Capo Area Azione Sindacale della Coldiretti. Di lui resteranno – afferma la Coldiretti – le grandi intuizioni sindacali e le storiche battaglie per l’agricoltura italiana. La riforma del credito agrario, il riordino fondiario, la riforma dei contratti agrari, l’adeguamento dello strumento assicurativo hanno visto il suo valido e fondamentale contributo. Una grave perdita per tutta l’agricoltura italiana – rileva la Coldiretti -  ma anche per tutti coloro che sono impegnati a riflettere e a operare per il rinnovamento della legislazione agricola. Le intuizioni e il lavoro di Gaetano Varano – conclude la Coldiretti – hanno trovato concretezza, da ultimo, in quella “legge di orientamento” che rappresenta oggi un importante strumento di modernizzazione dell’agricoltura italiana e nel percorso finalizzato ad estendere l’etichettatura obbligatoria a tutti gli alimenti.   “Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di un uomo di grande intelligenza e valore, che ha fatto tanto per l’agricoltura italiana e che, anche a Cremona, abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare” sottolinea Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Cremona e del Consorzio Casalasco del Pomodoro, esprimendo la commossa partecipazione dell’economia cremonese al dolore dei familiari.   http://www.lombardia.coldiretti.it/cremona-agricoltura-cordoglio-coldiretti-per-la-scomparsa-di-gaetano-varano.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112048758 Thu, 16 Nov 2017 15:29:59 GMT MANTOVA - EDUCAZIONE ALLA CAMPAGNA AMICA, AL PINKY VILLAGE I "BABY 007" DELLE ETICHETTE Ci sarà anche un laboratorio dedicato alla lettura delle etichette tra le attività che animeranno lo spazio bimbi curato da Campagna Amica Mantova al Pinky Village di piazza Virgiliana in occasione di “Pinky Mantova. Vita, morte e miracoli del maiale”. Durante la prima edizione del festival promosso da Mantova Tourism per rendere omaggio a uno dei protagonisti indiscussi dell’economia virgiliana, Coldiretti Mantova, tra i partner dell’iniziativa, proporrà, dal 27 ottobre ai 1° novembre, i laboratori di Educazione alla Campagna Amica dedicati ai più piccoli. In programma giochi e laboratori per avvicinare i bambini alla terra e al mondo animale. Tra questi un percorso, rivolto agli alunni della scuola primaria, che aiuterà i bimbi a trasformarsi in curiosi 007 capaci di svelare le insidie nascoste nelle etichette dei prodotti agroalimentari, iniziativa che dà seguito all’elaborazione del vademecum “Leggimi – L’origine e la trasparenza in etichetta” presentato da Coldiretti in occasione della Fiera Millenaria.   A giochi e laboratori potranno partecipare le famiglie e gli studenti delle scuola dell’Infanzia e Primaria. Per le scuole è necessario prenotare telefonando alla segreteria di Campagna Amica (Valeria Vinciguerra, tel. 0376 375352).  Le attività per le scuole si svolgeranno venerdì 27, lunedì 30 e martedì 31 ottobre dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 15.00. In programma “Alla scoperta della pera mantovana Igp”, “I cinque colori dell’ortofrutta”, “Impariamo a leggere le etichette”. I laboratori per le famiglie si svolgeranno, invece,  sabato 28, domenica 29 ottobre e mercoledì 1° novembre dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00. In programma “Indovina la stagione”, “La macedonia di parole”, “3+2 i colori dell’ortofrutta”, “Colora la tua tavola”. http://www.lombardia.coldiretti.it/mantova-educazione-alla-campagna-amica-al-pinky-village-i-baby-007-delle-etichette.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112048375 Thu, 16 Nov 2017 15:16:29 GMT COMO, LECCO - LA CANAPA IN VAL D'INTELVI E' REALTA: SPERIMENTATE CON SUCCESSO 100 PIANTE Termina oggi la raccolta della canapa sperimentale coltivata in Val d’Intelvi. A rivelarlo è la Coldiretti Como Lecco, in occasione del via libera in Aula della Camera alla proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso medico. Questa particolare coltura — spiega l’associazione degli agricoltori lariani — è stata ottenuta dal recupero di piante di canapa della qualità carmagnola, una qualità tipica italiana riscoperta solo negli ultimi anni, grazie alla ricerca di agricoltori e appassionati. La canapa coltivata nel comune di Alta Valle d’Intelvi dall’imprenditore agricolo Michele Maglia, è praticamente priva di tetraidrocannabinolo, detto comunemente THC, e cioè la sostanza con effetti psicotropi proibita dalla legge. «I fiori delle piante che ho coltivato sono stati analizzati da due laboratori: uno italiano e l’altro svizzero. I risultati hanno dato un contenuto di THC quasi inesistente e quindi entro i termini di legge», racconta l’agricoltore 43 enne delle sue 100 piante sperimentali, coltivate su una superficie di 4.000 metri a 900 metri sul livello del mare. «Posso essere soddisfatto di questo esperimento: la Val d’Intelvi ha un clima ideale per produrre le inflorescenze di questa particolare pianta. Infatti, qui su, il caldo e la buona piovosità permettono un importante sviluppo di fiori» prosegue Maglia. I fiori della cannabis, privi di sostanze psicotrope, possono essere usati per vari scopi — continua Coldiretti Como Lecco — tra i quali: la preparazione di tisane o infusi rilassanti, come ornamento o profumante per ambienti, o ricreative. Ma è la grande versatilità dell’intera pianta — afferma Coldiretti — a stupire per gli svariati impieghi, dall’uso industriale, alla preparazione di corde, di tessuti per i vestiti, di lettiere per cavalli. Addirittura, la pianta di canapa, sembrerebbe essere indicata come “rivitalizzante per il terreno” in fase di rotazione delle colture. «Non bisogna dimenticare — afferma Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti interprovinciale — l’uso terapeutico della cannabis e dei suoi fiori, già legale in alcuni paesi europei e americani. Discutere su una legge per la regolamentazione di quest’uso anche in Italia, potrebbe generare un giro di affari di 1,4 miliardi e garantire almeno 10mila posti di lavoro che va attentamente valutata per uscire dalla dipendenza dall’estero e avviare un progetto sperimentale di filiera italiana al 100 per cento che unisce l’agricoltura all’industria farmaceutica».  La campagna italiana - precisa la Coldiretti – può mettere a disposizione da subito mille ettari di terreno in coltura protetta. Negli anni 40 con ben 100mila gli ettari coltivati l’Italia – conclude la Coldiretti - era il secondo produttore mondiale della cannabis sativa, che dal punto di vista botanico è simile alla varietà indica utilizzata a fini terapeutici. http://www.lombardia.coldiretti.it/como-lecco-la-canapa-in-val-d-intelvi-e-realta-sperimentate-con-successo-100-piante.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112048297 Thu, 16 Nov 2017 15:13:19 GMT CREMONA - NUOVE OPPORTUNITA' PER LE FILIERE ZOOTECNICHE, OLTRE 300 ALLEVATORI ALL'INCONTRO AIA COLDIRETTI Gli scenari e le opportunità future per le filiere agro-zootecniche. La nuova stagione che si è aperta per l’allevamento nazionale, all’indomani dell’entrata in vigore delle nuove norme di attuazione dell’etichettatura di latte e lattiero-caseari. I progetti per la zootecnia da carne. I temi della sostenibilità ambientale, del benessere animale, della sicurezza alimentare e biodiversità: aspetti di grandissima attenzione da parte del consumatore e che esigono un impegno determinato ed efficace.   Di questo si è parlato ieri sera all’incontro “Nuove opportunità per le filiere zootecniche”, promosso dall’Associazione Italiana Allevatori e dalla Coldiretti, accolto a Malagnino, presso la sede del Cap Cremona. Aperto da Paolo Voltini, presidente di Coldiretti e del Consorzio Agrario di Cremona, l’appuntamento ha raccolto un parterre di relatori di altissimi livello. Con Coldiretti (accanto a Voltini c’era il vicepresidente nazionale Ettore Prandini) e Aia (rappresentata in primis dal presidente nazionale Roberto Nocentini e dal direttore generale Roberto Maddè), c’erano le due più grandi aziende agricole italiane (con Federico Vecchioni, Ad di Bonifiche Ferraresi, e Claudio Destro, direttore generale di Azienda agricola Maccarese e vicepresidente Aia), la più importante cooperativa lattiero-casearia del Paese (con Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo), la GDO (con l’amministratore delegato di Unes, Mario Gasbarrino) e Ismea (con Raffaele Borriello, direttore generale, a cui è stato affidato il compito di aprire i lavori, con un’analisi dedicata agli scenari del mercato del latte).   Oltre trecento allevatori cremonesi hanno seguito l’incontro, che fin dalle prime battute ha evidenziato la necessità di affrontare una nuova stagione con logiche nuove (a partire dalla necessità – come evidenziato sia da Voltini che da Prandini – di superare il “modello della difesa agricola fine a se stessa, che non basta più”, facendo comunicare soggetti finora troppo lontani, creando una sinergia forte tra agricoltura, industria, cooperazione, grande distribuzione, nella convinzione che solo in una logica di filiera, basata su un’equa distribuzione del valore economico tra produttori-trasformatori-distributori, si possa dare un futuro al vero Made in Italy) e  di politiche di medio-lungo periodo (con una seria strategia di internazionalizzazione, con una seria sburocratizzazione, con la spinta all’innovazione, con la valorizzazione del made in Italy a partire dall’origine, con la capacità di contare di più in Europa sui temi vitali per l’agroalimentare). L’Italia primeggia a livello mondiale in quasi tutte le filiere agroalimentari – ha spiegato Raffaele Borriello (Ismea) nella sua introduzione – essendo il 2° esportatore mondiale di olio d’oliva e di vini, il primo nei salumi e nella pasta, il quarto nei formaggi. In ogni caso, il prodotto italiano viene venduto ed esportato a valori decisamente sempre più alti rispetto alla concorrenza. Il valore medio dei nostri formaggi supera del 50% quello dei prodotti francesi. Non si riesce quindi a comprendere perché mai una parte di questo maggior valore non venga riconosciuto agli allevatori italiani”.   Da queste considerazioni hanno preso spunto le relazioni che si sono susseguite, toccando tanti e importanti temi. Dalle necessità di dare risposte ai bisogni degli allevatori (le cui soluzioni passano attraverso il nuovo progetto e la riorganizzazione del sistema-Allevatori), alle testimonianze di realtà che stanno investendo, puntando con soddisfazione su italianità e innovazione (l’esperienza di Bonifiche Ferraresi e Maccarese), dalle necessità di guardare e rispondere alle richieste e alle sensibilità della società, dei consumatori (che, in ultima istanza, decretano il successo dei prodotti e la sopravvivenza delle aziende), istanza che significa affrontare con competenza e con risultati certi i temi della sostenibilità e del benessere animale, della difesa della biodiversità. Si è parlato di zootecnia da latte, da carne, di suinicoltura, di avicoltura.   Voltini e Prandini hanno citato due importanti passaggi recentemente vissuti da Coldiretti e dall’agroalimentare italiano. La nascita (con la presentazione al Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione di Cernobbio) di “Filiera Italia”, una nuova realtà associativa che vede per la prima volta il mondo agricolo e l'industria agroalimentare italiana d'eccellenza insieme per difendere tutta la filiera agroalimentare nazionale. Con soci promotori quali Ferrero, Inalca/Cremonini, Consorzio Casalasco del Pomodoro (con i marchi Pomì e De Rica). E il Villaggio Coldiretti a Milano, con la presenza di oltre 700mila cittadini, occasione per far appassionare i consumatori alla vera agricoltura e a ciò che produce, alla scelta del vero made in Italy. Una sfida che per la zootecnia significa, oggi, anche saper raccontare il valore degli allevamenti, che operano nel segno del benessere animale, della massima attenzione a qualità del prodotto e sicurezza, della sostenibilità. Da cui la necessità di avere strumenti adeguati anche per garantire e dimostrare tali aspetti.    Tanti ed approfonditi i temi trattati, in un clima di confronto e proposta. Nella convinzione che il ‘vecchio modo’ di fare rappresentanza, quello degli attacchi sterili e della disinformazione, sia ormai finito. La nuova forma di rappresentanza è quella di filiera – hanno evidenziato Prandini e Voltini – con Coldiretti insieme a campioni industriali nazionali dei rispettivi settori, con la parte illuminata della grande distribuzione, con la necessità di realizzare accordi economici e condividere una visione, nella sfida di aumentare in quantità e qualità la produzione agricola del Paese, di valorizzarla nel mercato globale per portare nelle tasche degli agricoltori risultati economici adeguati. “Noi abbiamo già voltato pagina – ha concluso Voltini – convinti come siamo, che anche chi finora non ha capito da che parte sta andando il mondo, prima o poi ci dovrà seguire. Con “Filiera Italia” abbiamo messo le basi per una nuova stagione dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano, con risultati che in parte stiamo già realizzando”. http://www.lombardia.coldiretti.it/cremona-nuove-opportunita-per-le-filiere-zootecniche-oltre-300-allevatori-all-incontro-aia-coldirett.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112048209 Thu, 16 Nov 2017 15:09:27 GMT COMO, LECCO - LE "BABY COSTE" CONQUISTANO LE TAVOLE DI LECCO Con l'arrivo dei primi freddi, torna la voglia di gustare prodotti autunnali dell’orto. Coste, bietole, catalogna, sono solo alcuni degli ortaggi e delle verdure che tornano a farla da padrone sulle nostre tavole. Tra queste, sul mercato, si sta imponendo la Costina Novella, coltivata con grande successo sulla sponda est del Lago di Como, in particolare nella provincia di Lecco. Questo tipo di costa — spiega la Coldiretti lariana — è sempre più richiesta, sia dalla grande distribuzione della provincia che propone prodotti a chilometro zero, ma anche dal mercato del milanese e quello lombardo, grazie alla particolare tenerezza delle sue foglie. «Settimanalmente produciamo circa 20mila piante di “baby” costa — racconta Valerio Galbusera, 42 anni, imprenditore agricolo di Cernusco Lombardone, che gestisce un maxi “orto” di 16 ettari —. Abbiamo terminato la semina, iniziata ad agosto, circa 10 giorni fa, in modo da raccogliere questo particolare ortaggio fino a dicembre. Questo è il periodo migliore per coltivare in Brianza queste piante perché i primi freddi, che comunque non sono intensi, donano alle piante un aspetto migliore, esaltandone inoltre le proprietà organolettiche». Sorella minore della classica Costa Barese — continua l’associazione degli agricoltori —, la Costina Novella, con i suoi circa 150 grammi è circa 7 volte più piccola del classico ortaggio, e viene raccolta dopo circa 30 giorni dalla sua semina. La sempre maggiore diffusione di questa particolare varietà nelle campagne nel nostro territorio — spiega Coldiretti — è dovuta alla ricerca e alla specializzazione degli agricoltori locali, volte a proporre sul mercato un prodotto alternativo alle classiche bietole da costa la cui coltivazione è praticata soprattutto in Puglia, Lazio ma anche Toscana. «Il patrimonio agro-alimentare del nostro Paese — continua il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi — è sconfinato, e va difeso e tutelato continuamente; basti pensare che abbiamo conquistato il record europeo della biodiversità, con 55.600 specie animali pari al 30% di quelle europee, e 7.636 specie vegetali che sono state salvate dall’estinzione. D’altronde, il lavoro degli agricoltori è anche quello di promuovere e divulgare la conoscenza delle tante eccellenze del piatto Made in Italy, grazie ad un sapiente lavoro di ricerca e valorizzazione». http://www.lombardia.coldiretti.it/como-lecco-le-baby-coste-conquistano-le-tavole-di-lecco.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112048127 Thu, 16 Nov 2017 15:05:00 GMT CREMONA - VOLTINI: "BENE ETICHETTA POMODORO, GRANDE OBIETTIVO RAGGIUNTO" “E’ un grande obiettivo raggiunto. Vitale per le imprese agricole e per il futuro della nostra agricoltura, del vero Made in Italy. Un’attesa  misura di trasparenza, nell’interesse dei produttori e di tutti i cittadini” con queste parole Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona e del Consorzio Casalasco del Pomodoro, commenta dal Forum di Cernobbio l’annuncio del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina sull’arrivo del decreto per l’etichettatura d’origine dei derivati del pomodoro.   Il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha scelto il Forum di Cernobbio organizzato dalla Coldiretti – l’organizzazione che ha condotto la battaglia per avere l’etichetta d’origine per tutti gli alimenti, a difesa del vero made in Italy, del reddito delle aziende agricole e dei diritti dei cittadini di ricevere un’informazione trasparente – per annunciare l’emanazione del decreto per l’etichetta d’origine per i derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.   Con un aumento del 36% degli arrivi dalla Cina per un totale 92 milioni di chili di concentrato di pomodoro da spacciare come Made in Italy nel 2016, l’arrivo dell’obbligo di indicare la provenienza  rappresenta, finalmente, un importante argine. Ad oggi – sottolinea la Coldiretti – l’obbligo di indicare la provenienza è in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati. Il risultato è che dalla Cina si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. In sostanza – spiega la Coldiretti i pomodori di provenienza cinese rappresentano circa il 15% della produzione nazionale in equivalente dio pomodoro fresco. Un fiume di prodotto che – denuncia la Coldiretti – viene poi spacciato nel mondo come tricolore in concentrati e sughi.   Il pomodoro da salsa – spiega Coldiretti Lombardia – rappresenta una delle produzioni di punta della Lombardia con una produzione che quest’anno ha superato le 500mila tonnellate, concentrate in particolare nelle province di Mantova e Cremona e un valore della produzione di oltre 43 milioni di euro. Il nord Italia – spiega la Coldiretti Lombardia – rappresenta ormai più della metà delle coltivazioni italiane di pomodoro da salsa, mentre la produzione totale nazionale sfiora i 5 milioni di tonnellate, pari circa il 14% di quella mondiale e al 49% di quella europea. Nel settore del pomodoro da industria - continua la Coldiretti - sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro. http://www.lombardia.coldiretti.it/cremona-voltini-bene-etichetta-pomodoro-grande-obiettivo-raggiunto-.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112048063 Thu, 16 Nov 2017 15:01:58 GMT LOMBARDIA - CONSUMI, PRANDINI: "BENE ETICHETTA POMODORO", IN LOMBARDIA RACCOLTE OLTRE 500 MILA TONNELLATE “Bene, una cosa positiva per l’agricoltura, per il Made in Italy e per il Paese” così dal Forum di Cernobbio il Presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini commenta l’annuncio del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina sull’arrivo del decreto per l’etichettatura d’origine dei derivati del pomodoro. “Anche perché – aggiunge Prandini - con un aumento del 36% degli arrivi dalla Cina per un totale 92 milioni di chili di concentrato di pomodoro da spacciare come Made in Italy nel 2016, l’obbligo di indicare la provenienza rappresenta una attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori”. Il prodotto simbolo della dieta mediterranea - sottolinea la Coldiretti – è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani (ogni anno 35 chili a testa di pomodoro in conserva tra passate, polpe, concentrato e pelati), ma anche quello più amato all’estero dove le esportazioni di pomodori conservati e preparati hanno superato 1,5 miliardi di euro nel 2016.   Il pomodoro da salsa – spiega la Coldiretti regionale – rappresenta una delle produzioni di punta della Lombardia con una produzione che quest’anno ha superato le 500mila tonnellate, concentrate in particolare nelle province di Mantova e Cremona e un valore della produzione di oltre 43 milioni di euro. Il nord Italia – spiega la Coldiretti Lombardia – rappresenta ormai più della metà delle coltivazioni italiane di pomodoro da salsa, mentre la produzione totale nazionale sfiora i 5 milioni di tonnellate, pari circa il 14% di quella mondiale e al 49% di quella europea. Nel settore del pomodoro da industria - continua la Coldiretti - sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro. http://www.lombardia.coldiretti.it/lombardia-consumi-prandini-bene-etichetta-pomodoro-in-lombardia-raccolte-oltre-500-mila-tonnellate.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112048019 Thu, 16 Nov 2017 14:59:55 GMT LOMBARDIA - CLIMA, ADDIO A 1 OLIVA SU 2: PRODUZIONE OLIO OLTRE I 400 MILA LITRI Persa 1 oliva su 2 dalle Alpi al Po. E’ quanto emerge da una rilevazione di Coldiretti Lombardia sulla campagna di raccolta 2017 che è ormai alle battute finali. Fra la primavera e l’estate – spiega la Coldiretti Lombardia – gli uliveti della regione hanno perso quasi il 50% del raccolto a causa delle anomalie climatiche di quest’anno: prima con le gelate improvvise e poi con le ondate di calore che, a maggio, hanno fatto seccare i pistilli con i piccoli frutti ancora in formazione. A fronte di questa “strage” però, la resa in olio è aumentata salendo dal 12% al 16% per ogni chilo di olive spremute, con punte anche del 19%. La produzione di olio – spiega la Coldiretti regionale – dovrebbe quindi superare i 430mila litri, con una diminuzione del 35% rispetto allo scorso anno. La qualità è fra le più alte mai registrate nelle ultime campagne produttive – sottolinea la Coldiretti Lombardia – infatti le analisi indicano un livello di acidità fra lo 0,1% e lo 0,2% per l’extra vergine contro un massimo consentito dello 0,8%, inoltre i test organolettici descrivono un prodotto che ha un ottimo equilibrio fra l’amaro e il piccante, pur restando delicato come è caratteristica degli oli lombardi. A livello regionale la filiera produttiva coinvolge quasi duemila ettari a uliveto, 1.900 aziende e 6mila addetti fra stagionali, fissi, titolari e collaboratori, con una trentina di frantoi distribuiti fra le province di Brescia, Bergamo, Como, Lecco, Varese, Sondrio e Mantova. Le DOP sono 2 (Laghi Lombardi e Garda), mentre ci sono 7 varietà autoctone. Il nostro Paese – continua la Coldiretti – ha il primato europeo della qualità negli oli extravergini di oliva a denominazione di origine e indicazione geografica protetta (Dop/Igp), con il raccolto 2017 che sarà destinato a ben 46 marchi riconosciuti dall’Unione Europea.   A livello internazionale - secondo le stime del Consiglio oleicolo internazionale (COI) - il primo produttore mondiale resta la Spagna con 1,15 miliardi di chili (-10% rispetto alla stagione precedente) mentre al terzo posto la Grecia, con 300 milioni di chili. A livello mondiale la produzione di olio d’oliva sarà di circa 2,854 miliardi di chili nella campagna olearia 2017/18, con un incremento del 12% rispetto alla campagna precedente 2016/2017. Una situazione legata all’andamento produttivo di alcuni Paesi come la Tunisia dove si prevede una produzione di  220 milioni di chili di olio di oliva più che raddoppiata rispetto allo scorso anno (+120%), ma anche dalla Turchia, con una previsione di 180 milioni di chili (+2%), Marocco, con 120 milioni di chili (+9%), Algeria, con 80 milioni di chili (+27%), Argentina, con 37,5 milioni di chili (+74%) e Giordania ed Egitto, entrambe con 25 milioni di chili, che in entrambi i casi con un aumento del 25% rispetto alla campagna olearia 2016/2017.   In queste condizioni – sostiene la Coldiretti – c’è il rischio evidente che olio straniero venga “spacciato” come italiano. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati – spiega la Coldiretti – è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta - fa notare la Coldiretti - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. La situazione è ancora più preoccupante al ristorante dove in quasi 1 caso su 4 (22%) secondo l’indagine Coldiretti/Censis ci sono oliere fuorilegge che non rispettano l’obbligo del tappo anti rabbocco entrato in vigore 3 anni fa con la legge europea 2013 bis, approvata dal Parlamento e pubblicata sul supplemento n.83 della Gazzetta Ufficiale 261, che prevede anche sanzioni che vanno da mille a 8mila euro e la confisca del prodotto.   Il consiglio della Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100% da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica, dove è possibile assaggiare l’olio EVO (extra vergine di oliva) prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive. Un olio extravergine di oliva (EVO) di qualità – conclude la Coldiretti – deve essere profumato all’esame olfattivo deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e all’esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante, gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all’esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli EVO di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute.   http://www.lombardia.coldiretti.it/lombardia-clima-addio-a-1-oliva-su-2-produzione-olio-oltre-i-400-mila-litri.aspx?KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111806159 Fri, 10 Nov 2017 11:59:10 GMT